Per l'accesso in quota (oltre i 2m rispetto a un piano stabile), le opzioni praticabili sono principalmente quattro:
1. Ponteggio o Trabattello
Ambito di applicazione: Ottima soluzione per lavori di tipo manutentivo, ma da valutare attentamente in base al contesto (es. impraticabile su balconi o terrazzi privati per limiti di portata e spazio).
Chiarimento normativo: I trabattelli standard (conformi alla norma UNI EN 1004-1) possono raggiungere altezze fino a 8m all'esterno e 12m m all'interno. Non richiedono la redazione del PiMUS, ma solo il rispetto del manuale d'uso del fabbricante e l'addestramento specifico degli operatori.
2. Scala fissa a gabbia
3. Scala fissa con linea vita/guida verticale rigida
Soluzione alternativa e meno ingombrante della gabbia. Richiede l'uso obbligatorio di imbracatura e dispositivo anticaduta di tipo guidato (conforme a UNI EN 353-1 o UNI EN 353-2).
4. Scala portatile in appoggio
L'uso della scala portatile come via di accesso è ammesso dal D.Lgs. 81/08 (Art. 111) solo in via eccezionale: quando il rischio è minimo, la durata del lavoro è breve o esistono vincoli strutturali non modificabili.
A (Altezza di sbarco < 2 metri):
Anche sotto i 2 m l’area di appoggio deve essere sicura e stabile. Se l'appoggio avviene su balconi o terrazzi, attenzione all'effetto "scavalcamento": non appena i piedi del lavoratore superano l'altezza del parapetto, il rischio di caduta nel vuoto si ripresenta. È sempre raccomandato l'uso di ganci di trattenuta per evitare lo scivolamento della scala.
B (Altezza di sbarco tra 2 e 4 metri):
Oltre al corretto posizionamento della scala, è necessario garantire la sicurezza durante la salita e lo sbarco.
Valgono le regole dello Scenario B, ma con forti limitazioni. L'accesso da gronda a queste altezze è altamente sconsigliato a causa del ridotto tirante d'aria (spazio libero di caduta). In caso di caduta con ancoraggio basso (Fattore di caduta pari a 2), l'operatore colpirebbe il suolo prima dell'intervento del dissipatore di energia.