Per l'accesso in quota oltre i 2 m rispetto a un piano stabile (D.Lgs. 81/2008), le opzioni praticabili sono principalmente quattro:
1. Ponteggio o Trabattello
Ottima soluzione per lavori di tipo manutentivo, da valutare attentamente in base al contesto (es. impraticabile su balconi o terrazzi privati per limiti di portata e spazio). Da valutarsi anche i costi alti di noleggio.
I trabattelli standard (conformi alla norma UNI EN 1004-1) possono raggiungere altezze fino a 8 m all'esterno e 12 m all'interno. Necessario il rispetto del manuale d'uso del fabbricante e l'addestramento specifico degli operatori, mentre non è richiesta la redazione del PIMUS.
2. Scala fissa a gabbia
Occorre specificare che la gabbia non impedisce la caduta, ma limita soltanto lo spazio di caduta. A tal proposito, nelle installazioni più recenti, Sicurpal prevede, ove possibile, di optare per sistemi anticaduta verticali.
L'utilizzo di scala a gabbia è inoltre da valutarsi in base al contesto: in presenza di macchinari la normativa applicata è la UNI EN 14122-4: rispetto al solo D.Lgs. 81/08 requisiti tecnici più stringenti per la prevenzione delle cadute.
3. Scala fissa con linea vita verticale rigida
Soluzione alternativa e meno ingombrante della gabbia. Richiede l'uso obbligatorio di imbracatura e dispositivo anticaduta di tipo guidato (conforme a UNI EN 353-1 o UNI EN 353-2).
4. Scala portatile in appoggio
L'uso della scala ad appoggio come accesso è ammessa dal D.Lgs. 81/08 (Art. 111) solo in via eccezionale: quando il rischio è minimo, la durata del lavoro è breve o esistono vincoli strutturali non modificabili. Analizziamo i 3 casi possibili:
A (Altezza di sbarco < 2 metri):
La scala in appoggio fino a 2 m si può usare anche senza sistemi di protezione individuale (imbracatura + 353.2), con attenzione all'area di appoggio: se l'accesso avviene su balconi o terrazzi, oltre i 10 cm il parapetto non protegge più quindi si ricade nel caso B.
Come buona regola, l'area di appoggio deve essere maggiore di quella della scala, in caso questa cadesse a terra o si ribaltasse. In questa condizione è sempre meglio prevedere i ganci scala, che hanno il compito di ridurre il rischio di ribaltamento indietro e di scivolamento laterale.
B (Altezza di sbarco tra 2 e 4 metri):
La scala in appoggio fino a 4 m la si può usare rispettando le stesse indicazioni del CASO A con l'aggiunta di una linea vita verticale provvisoria - fune con Asap (353.2) -, che garantisce l'anticaduta durante il percorso sulla scala. Attenzione al punto di ancoraggio della linea vita verticale che deve essere certificato secondo la norma EN 795:2012 e avere una portata di almeno 900-1200 kg. Prevedere quindi un punto di ancoraggio raggiungibile da terra con un'asta telescopica oppure utilizzare l'ultimo gradino della scala con il rinforzo del piolo e i ganci scala per abbattere i rischi descritti nel CASO A.
C (Altezza di sbarco tra 4 e 6 metri):
La scala in appoggio da 4 a 6 m è equivalente al caso B, ma è necessario contestualizzare bene l'accesso. Se fatto laterale, con piano sicuro di calpestio e ancoraggio in fattore 0, non ci sono problematiche da segnalare; se fatto da gronda è invece da escludere, perchè troppo rischioso. Tutti i casi in cui il fattore di caduta è di tipo 2 sono da escludere perchè non si ha la distanza libera necessaria durante la fase di passaggio scala/copertura.